Le battaglie di “aura” sono arrivate a scuola. E ora rischiano di far chiudere il cortile
Due studenti uno davanti all’altro. Intorno, decine di ragazzi che urlano, applaudono e riprendono tutto con lo smartphone. Non è una rissa e nemmeno una classica battle di freestyle: stanno decidendo chi ha più “aura”.
Il trend delle aura farming battle, diventato virale sui social negli ultimi mesi, è arrivato anche nelle scuole italiane. E all’I.T.S. Cesare Battisti di Salò, in provincia di Brescia, la partecipazione è stata tale da provocare l’intervento della scuola.
Cosa sono le “aura battle” che spopolano sui social
Partiamo dalla domanda fondamentale: che cos’è l’aura?
Nel linguaggio social, avere “aura” significa avere carisma, presenza, quell’atteggiamento capace di risultare cool quasi senza sforzo. “Farming”, invece, arriva dal mondo dei videogiochi e indica l’accumulo di punti o risorse attraverso determinate azioni.
“Farmare aura” significa quindi, più o meno ironicamente, guadagnare punti immaginari di carisma.
Da qui sono nate le aura battle: due persone si affrontano utilizzando pose, espressioni, balletti e soprattutto meme e gesti riconoscibili online. Può comparire il “Siuuu” di Cristiano Ronaldo, il mewing, il “6-7” e praticamente qualsiasi riferimento capace di provocare una reazione. A decidere chi vince è il pubblico con applausi, urla e risate.
Niente botte, quindi. La vera arma è conoscere abbastanza bene internet da riuscire a prendersi la scena.
Cosa è successo nella scuola di Salò
All’I.T.S. Cesare Battisti il trend è diventato decisamente reale.
Il 29 settembre una aura battle organizzata nel cortile durante la ricreazione ha attirato un gran numero di studenti. Alcuni hanno formato un cerchio intorno ai partecipanti, mentre altri guardavano la scena dalle finestre dei piani superiori.
La scuola è intervenuta lo stesso giorno con una circolare dedicata agli “assembramenti all’interno del cortile”.
Per ragioni di sicurezza e sorveglianza, l’istituto ha vietato agli studenti di creare gruppi numerosi durante la pausa. E ha aggiunto un avvertimento: se il divieto non verrà rispettato, potrebbe essere interdetto completamente l’accesso al cortile durante la ricreazione.
Quindi no: la scuola non ha ufficialmente dichiarato guerra all’“aura”. Il problema sono le dimensioni che queste sfide possono raggiungere.
Da TikTok al cortile: perché le aura battle sono interessanti
Le aura battle hanno iniziato a diffondersi dal vivo soprattutto tra ragazzi tra i 14 e i 20 anni, con raduni documentati in Paesi come Messico, Argentina, Brasile, Perù e Bolivia, prima di arrivare anche in Europa.
E c’è qualcosa di interessante nel loro successo: per anni abbiamo raccontato ragazzi che trasferivano pezzi della propria vita reale sui social. Qui succede quasi il contrario.
È il linguaggio dei social che esce dallo smartphone e diventa un evento fisico.
Meme che durano pochi secondi sullo schermo diventano qualcosa attorno a cui ritrovarsi realmente, con un pubblico vero al posto delle views e delle reaction.
E noi, come la pensiamo?
Il caso di Salò fa sorridere, ma racconta anche qualcosa di più grande di una moda un po’ assurda.
Siamo abituati a sentirci dire che i social ci isolano e che passiamo troppo tempo davanti a uno schermo. Poi arriva un trend nato proprio online, porta decine di ragazzi nello stesso cortile e li fa ridere, urlare e partecipare insieme.
Forse il problema non sono le aura battle. Il problema nasce quando una cosa divertente diventa così grande da rendere difficile gestire uno spazio condiviso.
E c’è anche un paradosso abbastanza perfetto: creare un’assemblea spontanea di mezza scuola per stabilire chi ha più carisma potrebbe essere, di per sé, il più grande tentativo di farmare aura possibile




