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Se 9 ragazzi su 10 la vogliono, perché l’educazione sessuale a scuola fa ancora così paura?

Se 9 ragazzi su 10 la vogliono, perché l’educazione sessuale a scuola fa ancora così paura?

Il 90,3% dei giovani vorrebbe l’educazione sessuale e affettiva a scuola. E quasi due su tre la vorrebbero addirittura obbligatoria.

Sono numeri difficili da ignorare.

Arrivano dalla nuova edizione dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità” di Durex e Skuola.net, realizzato coinvolgendo oltre 15.000 ragazzi tra gli 11 e i 24 anni.
E mentre in Italia si continua a discutere su come e quando affrontare questi argomenti nelle scuole, i diretti interessati sembrano avere le idee piuttosto chiare.

Il 90,3% dei giovani vuole educazione sessuale a scuola

Il dato principale è questo: 9 giovani su 10 sono favorevoli all’introduzione di percorsi di educazione sessuale e affettiva a scuola.
Ma c’è un secondo numero forse ancora più sorprendente: il 64,6% pensa che dovrebbe essere obbligatoria.
E non sembra esserci nemmeno quella enorme distanza tra ragazzi e adulti che potremmo immaginare. Secondo l’indagine, è favorevole anche l’88,7% dei genitori e il 90,7% degli insegnanti.

Quindi viene spontanea una domanda:
se studenti, genitori e professori sono in larga maggioranza d’accordo, perché questo argomento continua a creare così tanto scontro?

Il problema è anche dove cerchiamo le risposte

C’è un altro dato che aiuta a capire perché i ragazzi chiedano di parlarne a scuola.
Il 55,1% dei giovani utilizza Internet come principale fonte di informazioni su sesso e contraccezione. Solo il 7,8% si rivolge ai propri genitori, mentre il 45,9% dichiara di non aver mai parlato di sessualità in famiglia.
In pratica, quando una domanda mette in imbarazzo, è molto più semplice aprire TikTok, Google o una chat che andare da mamma e papà.
Il problema è che online puoi trovare un medico che spiega correttamente il consenso e, due scroll dopo, un video completamente sbagliato.

Consenso, protezione e relazioni: non è solo parlare di sesso

Ed è forse proprio qui che nasce uno degli equivoci più grandi.
Educazione sessuale e affettiva non significa semplicemente spiegare come si fa sesso.
Significa parlare anche di consenso, contraccezione, infezioni sessualmente trasmissibili, rispetto del proprio corpo, relazioni e comportamenti online.

E i dati mostrano che alcuni di questi temi riguardano ragazzi molto giovani: secondo l’indagine, il 49,6% dichiara di aver avuto il primo rapporto tra gli 11 e i 16 anni, mentre l’11,1% indica un’età inferiore ai 13. Il 32,1% dice di non aver utilizzato il preservativo durante il primo rapporto.

Numeri che rendono la discussione molto meno teorica.

Il Punto di TSR

Forse dovremmo smettere di discutere dell’educazione sessuale come se parlarne significasse invitare i ragazzi a fare sesso.
Perché i ragazzi le domande se le fanno comunque.
E se non trovano le risposte a scuola o in famiglia, probabilmente le cercheranno dove è più facile trovarle: online.

Questo non significa che qualsiasi corso vada bene o che le famiglie non debbano avere voce in capitolo su ciò che viene insegnato. Significa però prendere sul serio una domanda che arriva direttamente dai ragazzi.
Perché c’è qualcosa di strano nel continuare a discutere se i giovani debbano ricevere queste informazioni quando il 90,3% di loro sta dicendo che le vuole.

E allora la domanda la facciamo a voi: educazione sessuale e affettiva a scuola: dovrebbe essere obbligatoria oppure dovrebbe decidere ogni famiglia?
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