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Libri

Bresh ha scritto un romanzo (e parla proprio di quanto è difficile capire cosa fare della propria vita)

Siamo abituati a sentirlo cantare.
Questa volta, però, Bresh ha deciso di raccontare una storia in 240 pagine.

Da oggi, 6 ottobre, è disponibile “Nessuno ci insegna a cadere”, il primo romanzo scritto da Andrea Emanuele Brasi, vero nome del cantautore genovese.

Il libro è pubblicato da Rizzoli e segna un passaggio completamente nuovo nel percorso dell’artista: niente autobiografia e niente racconto della propria carriera.

Bresh ha scritto un vero romanzo.

E al centro ci sono due ragazzi di diciassette anni che sembrano sapere esattamente dove devono andare. Almeno all’inizio.

Chi sono Diego e Camilla? I protagonisti sono Diego e Camilla, due studenti che frequentano scuole diverse nella cittadina immaginaria di Ventura.
Diego frequenta un istituto tecnico e vive con un pensiero fisso: vendicare la morte del padre, rimasto vittima del crollo del Ponte delle Cicale.
È convinto che la giustizia abbia fallito e che qualcuno debba finalmente mettere le cose a posto.
Camilla frequenta invece il liceo classico. Sta preparando un esame molto difficile per ottenere una borsa di studio che potrebbe portarla a frequentare l’università all’estero.

Un futuro che sembra già scritto. Ma quanto di quel futuro è veramente suo e quanto appartiene alle aspettative di sua madre?
Un incontro, un libro che cade e due vite che cambiano
Diego e Camilla si incontrano quasi per caso sulla terrazza che collega i loro due istituti.
Durante quello scontro succede qualcosa di apparentemente insignificante: un libro misterioso precipita nel cortile.
Da quel momento la storia cambia.

E insieme alla storia iniziano a cambiare anche loro.

“Nessuno ci insegna a cadere” parla proprio di quei momenti in cui quello che consideravamo un punto fermo improvvisamente smette di esserlo.
La strada che pensavamo di dover percorrere. Le aspettative degli altri.

Quello che crediamo di volere.

E la possibilità di scoprire che forse cambiare idea non significa aver fallito.

Nel libro c’è anche una storia dentro la storia

Ma Bresh inserisce nel romanzo anche un elemento decisamente particolare. Sulla copertina del misterioso libro caduto nel cortile ci sono due punti interrogativi.
A un certo punto i due segni di punteggiatura si staccano e finiscono dispersi tra le pagine.
Inizia così una seconda storia, quasi surreale, nella quale i due punti interrogativi attraversano parole e altri segni di punteggiatura cercando di tornare al proprio posto.

Una specie di viaggio parallelo a quello di Diego e Camilla.
E la scelta dei punti interrogativi difficilmente sembra casuale in una storia che parla proprio di ragazzi costretti a mettere in discussione ciò che credevano già deciso.

“Cadere non è un errore”

Il concetto alla base del libro è racchiuso in una frase utilizzata per presentarlo: “Cadere non è un errore, è l’inizio della storia.”

Ed è forse anche ciò che rende questo debutto letterario interessante per chi è nell’età dei suoi protagonisti.
A diciassette anni ti viene continuamente chiesto cosa vuoi fare dopo. Che università sceglierai, che lavoro vuoi fare.

Dove ti immagini tra cinque anni. Come se cambiare strada significasse necessariamente aver sbagliato quella precedente.
Il romanzo di Bresh parte invece dall’idea opposta: alcune certezze possono rompersi e non avere già tutte le risposte può far parte del percorso.

Bresh incontra i lettori a Milano, Genova e Roma

In occasione dell’uscita Bresh presenta e firma il romanzo in tre città.

5 ottobre – Milano, Mondadori Duomo, ore 18.00
6 ottobre – Genova, Giardini Luzzati, ore 18.00
7 ottobre – Roma, Feltrinelli Via Appia Nuova, ore 18.30

Per le modalità di accesso ai singoli appuntamenti è necessario consultare le indicazioni delle librerie.

E dopo un album certificato triplo platino, Bresh apre così un capitolo che probabilmente pochi si aspettavano.

Non un libro sulla sua musica, ne la storia di come è diventato Bresh.
Ma due diciassettenni che stanno cercando di capire quanto della vita che hanno davanti abbiano scelto davvero loro.

E forse il titolo dice già quasi tutto: nessuno ci insegna a cadere.