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PotaraBaby e Sick Sirio: «Credere nella musica e nelle persone oltre la pressione dei numeri» Intervista

In un mercato musicale ossessionato da metriche, playlist e viralità, c’è chi sceglie la strada dell’autenticità.

Disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali dal 9 ottobre, “CREDERE” è il nuovo singolo di PotaraBaby, Sick Sirio e C-Leg pubblicato da INDACO Records con distribuzione ADA Music Italy / Warner Music Group.

Le difficoltà di emergere nella musica, i dubbi sul proprio percorso e la pressione dei numeri attraversano interamente questo brano rap che unisce barre incisive e vissuto personale.
Sulla produzione di C-Leg, PotaraBaby e Sick Sirio raccontano la fragilità e l’ambizione di chi cerca di costruirsi uno spazio, affrontando delusioni e momenti in cui continuare sembra non avere più senso. Al centro del progetto c’è una scelta precisa: credere in ciò che si fa anche quando tutto sembra finito, senza sacrificare la propria autenticità per inseguire ciecamente i numeri.

Noi di TSR li abbiamo intervistati ecco cosa ci hanno detto 

Com’è nata la vostra collaborazione? Eravate già amici, vi siete conosciuti e vi siete piaciuti subito a livello lavorativo, ecco, ditemi voi.

Sick Sirio (Franco): La nostra collaborazione, guarda, nasce in realtà da da molto prima, è innanzitutto umana, perché io e Elia siamo grandi amici, ho un grande rispetto verso di lui. Non sono nato a Bologna e mi sono trasferito qui una decina di anni fa ed è lì è stata una delle prime persone che, veramente mi ha aperto le porte, mi ha dato una una visione un po’ più ampia di quella che poteva essere la musica in un contesto “hip-hop o urban”. Questa cosa qui ha fatto sì che noi instaurassimo fin da subito un profondo legame. Siamo ex colleghi di lavoro, abbiamo lavorato insieme, e quindi sono state una serie di esperienze che poi dopo anni e senza forzature hanno portato a una collaborazione anche a livello musicale. 

PotaraBaby (Elia): Tutto vero, tutto vero.  

State lavorando ad altro come coppia artistica o se solo un progetto futuro?

Sick Sirio (Franco): Allora, in realtà abbiamo tante cose, possiamo dirlo senza nessun problema, anche magari di fare un un joint album insieme, che chissà, magari uscirà presto, o tra un po’. Comunque una cosa è certa, ci sono collaborazioni all’attivo, brani già editi e inediti, e secondo me serve ancora un pochino di tempo, ma stiamo per arrivare.

 PotaraBaby (Elia): Secondo me si può dire una cosa collegata a quello che dicevamo prima, una cosa che lega me e Franco è la voglia di trovare la veridicità in quello che facciamo. Cerchiamo sempre, obiettivamente anche nei live, di portare veramente quello che noi sentiamo che è quello che ci appartiene, cioè la musica, i testi, qualcosa di di vero, ecco. È tutto ciò che per cui lavoriamo e per cui per cui siamo qua. 

Va bene, allora resto connessa e adesso voglio parlare del brano, che è un po’ il il focus centrale anche da cui nasce questa nostra chiacchierata.
Ovviamente io l’ho ascoltato un po’ di volte, ho cercato un di interpretarlo a mio modo e mi è sembrato comunque che ci fosse un’esigenza che avevate bisogno di esprimere attraverso questa musica.
Se volete spiegarmi, così io e poi chi mi leggerà potrà capirlo e magari essere anche invogliato all’ascolto, qual era questa esigenza che avevate bisogno di esprimere?

Sick Sirio (Franco): Allora, guarda, ti parlo personalmente, io ricollego anche il rapporto che ho avuto con Elia, anche a livello lavorativo, io e lui abbiamo fatto veramente lavori molto molto umili insieme e siamo stati anche delle volte sfruttati, e magari un ragazzo della nostra età non riesce spesso a coniugare molte cose sentendosi spesso sotto pressione in determinati ambienti, in determinate dinamiche che il mercato ad oggi impone. Quindi, per star, al passo con la musica di oggi si sa che bisogna avere una certa concretezza e velocità per pubblicare i brani.
L’esigenza principale era appunto quella di non fermarsi davanti alle difficoltà, inteso non come ingressi in playlist, ingressi in case discografiche o cose del genere, difficoltà legate veramente alla vita vera

Nonostante tutto ciò che può essere attorno a noi, può farci male, turbarci delle volte, in realtà dovremmo essere più coscienti del fatto che abbiamo sempre una cura, comunque, e questa cura è proprio la musica. Perché quindi non lanciare un messaggio a chi come noi stava vivendo quella situazione? E infatti, i testi sono molto introspettivi, oltre che a parlare di esperienze personali, parlano anche di amore, di persone che magari ci hanno compreso durante il tempo, di persone che se ne sono andate via, persone che ci hanno supportato e persone che non lo hanno fatto.
Però la parte da trasmettere è proprio quella che, nonostante tutto, nonostante qualcosa va e qualcosa viene,

una persona non dovrebbe mai smettere di credere nei propri sogni,
perché non devono essere le circostanze a far sì che una luce possa spegnersi, tutt’altro.

Devono essere proprio quelle la carica per per andare avanti.

PotaraBaby (Elia): Esatto. Penso che che ha centrato a pieno il senso. Quando Franchì dice che abbiamo fatto mesi difficili, abbiamo fatto veramente mesi difficili perché lavorando nello stesso posto avevamo i rinnovi di contratto che scadevano. 

Allora, prendiamo un po’ questa scia, vi faccio l’ultima l’ultima domanda, che è forse anche un po’ retorica ma: quanto credete in quello che fate?

Sick Sirio (Franco): Infinito. Esatto, noi crediamo in quello che facciamo da non farci smettere mai di farlo. Devo dire abbiamo avuto anche occasioni che ci hanno fatto dire: “Non possiamo smettere ora di continuare a crederci, anzi dobbiamo crederci ancora di più” Quindi, anche questo è stato uno stimolo per credere di più, ma noi assolutamente crediamo tantissimo in quello che facciamo.
Se una persona non è sicura di quello che fa, allora non può pretendere che gli altri possano credere nel suo progetto, perché bisogna essere i primi a crederci a pieno. Sì, e poi noi crediamo anche nelle persone, veniamo da ambienti umili, sappiamo tutte le difficoltà che ci sono, economiche e non, per raggiungere qualcosa, un obiettivo, ed è proprio quello il messaggio. Nonostante tutti questi problemi una persona deve credere e non deve mai smettere di credere in quello che fa.

PotaraBaby (Elia): Esatto, il discorso è proprio credere nelle persone. Mostrarsi un po’ meno figo e più vulnerabile è comunque concreto e dignitoso. Ormai nel mondo sai di apparenze, molti tendono anche a nascondere , invece non è così, cioè una persona deve dire quello che è, mai quello che vuole sembrare di essere, credere e l’essere vero sono due aspetti che devono coesistere. 

PotaraBaby e Sick Sirio ricordano l’importanza di rimanere fedeli a se stessi.

“CREDERE” non è soltanto un singolo rap, ma un vero manifesto umano che trasforma le difficoltà quotidiane in forza creativa.

Noi lo stiamo ascoltando e voi?