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Scuola

A lezione posso capirlo. Ma perché non posso usare il MIO telefono durante la MIA ricreazione?

Che durante una verifica non si possa stare su TikTok è abbastanza evidente.
Che mentre il professore spiega matematica non sia esattamente il momento migliore per rispondere a un DM, anche.

Ma il divieto degli smartphone alle superiori va oltre.

La circolare del Ministero dell’Istruzione stabilisce infatti il divieto di utilizzare il telefono non soltanto durante le lezioni, ma più in generale durante l’intero orario scolastico.
Tradotto: niente smartphone anche durante l’intervallo.
Ed è qui che secondo noi la questione diventa molto più interessante.

Perché sono stati vietati gli smartphone?

Il Ministero motiva la decisione richiamando studi sugli effetti che un utilizzo eccessivo o scorretto dello smartphone e dei social può avere sul rendimento scolastico e sul benessere degli adolescenti. La stessa circolare cita ricerche dell’OCSE e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

E su una cosa è difficile discutere: un telefono può distrarre.
Se durante una spiegazione arrivano continuamente notifiche, messaggi e video, mantenere l’attenzione diventa più difficile.
Ma l’intervallo non è una lezione.
Durante la ricreazione cambia qualcosa? È proprio questa la domanda.

La ricreazione serve per staccare.

C’è chi va al bar, chi parla con gli amici, chi ripassa disperatamente per l’interrogazione dell’ora successiva e chi magari vuole semplicemente controllare il telefono per dieci minuti.
Perché dovrebbe essere vietato? La risposta di chi sostiene un divieto ampio è che proprio l’intervallo potrebbe tornare a essere uno spazio di socialità reale: parlare con i compagni invece di avere venti persone nello stesso corridoio tutte davanti a uno schermo.

Ed è un argomento che ha senso. Ma ne esiste anche un altro.

Vietare insegna davvero a usare meglio il telefono?

Perché prima o poi da scuola usciamo. E fuori dal cancello nessuno ci ritira Instagram.
Per questo il vero tema potrebbe non essere soltanto quanto utilizziamo lo smartphone, ma se la scuola debba limitarsi a vietarlo oppure insegnarci a gestirlo.
Tra l’altro, è la stessa circolare ministeriale a dire che il divieto non esaurisce il compito della scuola e che bisogna rafforzare l’educazione a un utilizzo responsabile e consapevole degli strumenti digitali. Ed è probabilmente qui che nasce la contraddizione più interessante.

Il Punto di TSR: a lezione sì, sull’intervallo abbiamo qualche dubbio

Che il telefono debba rimanere nello zaino mentre un professore sta spiegando per noi è comprensibile.
Ma vietarlo automaticamente anche durante la ricreazione ci convince molto meno.
Perché uno studente delle superiori dovrebbe gradualmente imparare anche a gestire la propria libertà.
Posso avere dieci minuti liberi e decidere di passarli parlando con un amico. Oppure posso controllare un messaggio.
Il problema nasce se non riesco più a fare altro.
E forse è proprio questa la competenza che dovremmo imparare.

Non semplicemente: “Non puoi usarlo.”
Ma: “Puoi averlo. Impara quando è il momento di metterlo via.”

Perché a 16, 17 o 18 anni responsabilizzare dovrebbe significare anche questo.
Voi da che parte state: divieto per tutto l’orario scolastico oppure telefono consentito almeno durante l’intervallo?